domenica 3 febbraio 2013

Discorso del Sindaco Pisapia in Consiglio comunale


Presidente, signori consiglieri, assessori,

 
sono trascorsi ormai 20 mesi dalle elezioni comunali del maggio 2011, un terzo del mandato amministrativo della nostra città che ha visto un cambio di maggioranza politica dopo 18 anni di maggioranze di centro destra e della Lega.

 Da quando è stata introdotta l’elezione diretta del Sindaco, a Milano si sono succeduti 3 diversi sindaci.

1)    Marco Formentini, eletto nel 1993, ha modificato la sua giunta in concomitanza con le elezioni politiche del marzo 1994, cambiò ancora con le europee di giugno dello stesso anno e poi anche l’anno successivo, nel 1995.

2)    Gabriele Albertini, nell’arco dei suoi 9 anni da Sindaco, intervenne più volte, nel 1998, nel 1999, poi, durante il secondo mandato, nel 2002, nel 2005, facendo ruotare almeno 30 diversi assessori nelle due giunte che guidò.

3)    Letizia Moratti, come molti ricordano, intervenne 13 volte coinvolgendo 12 assessori in soli due anni e mezzo.

 Lo dico senza voler formulare su questo alcun giudizio, ma solo per richiamare alla memoria di tutti che una Giunta municipale è un corpo vivo che intreccia profili personali e politici, competenze specifiche e professionali, sensibilità generali e attitudini differenti che nel corso dei 5 anni di un mandato si modulano, sotto la guida e la responsabilità piena del Sindaco, per dare risposte ai bisogni della città e per fornire stimoli allo sviluppo economico e culturale, per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

 Lo dico per invitare tutti alla massima responsabilità che è quella di lavorare per l’interesse collettivo, per quello della città e dei suoi abitanti e per offrire uno spunto che permetta all’Aula Consiliare un dibattito sereno e lontano dalle drammatizzazioni e dalle polemiche.

Allora voglio ringraziare la mia Giunta e il Consiglio tutto, oltre che i dirigenti e i lavoratori del Comune di Milano che concorrono, ciascuno per la propria parte, a fare della nostra città un esempio positivo per l’intero Paese.

Milano ha la responsabilità, anche perché ospiteremo nel 2015 l’appuntamento dell’Expo, di offrire al nuovo Governo e al nuovo Parlamento, ma anche alla nuova Giunta e al nuovo Consiglio Regionale dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio, una indicazione di come sia possibile lavorare per uscire dalla crisi.

 Dicevo che voglio ringraziare la mia Giunta, e soprattutto chi fino a pochi giorni fa ha ricoperto ruoli cruciali, con dedizione e sacrificio, con passione e competenza. Parlo del vicesindaco e assessore all’Educazione Maria Grazia Guida, dell’assessore al Bilancio Bruno Tabacci e dell’assessore ai Lavori Pubblici, alla Casa e al Demanio Lucia Castellano.

Ciascuno di loro ha lavorato per fare di Milano un esempio di buona politica e di buona amministrazione. E se guardo alle cose fatte penso che riuscire in meno di due anni a realizzare quanto abbiamo realizzato sia motivo di orgoglio.

 Posso dire con certezza che abbiamo i conti in ordine. Mentre altre città, da Napoli a Catania, da Roma ad Alessandria, attraverso strumenti di legge ordinaria o straordinaria, vengono aiutate a salvare i propri bilanci. Milano ha messo in sicurezza il proprio bilancio con manovre significative e rigorose, dicendo addio agli strumenti di contabilità creativa e ai rischi di certa finanza predona che avevano utilizzato le precedenti amministrazioni. Abbiamo guardato in faccia la realtà, dismesso quello che serviva valorizzandolo al massimo, chiuso pendenze pericolose come quella dei derivati fornendo un esempio di successo per tutto il sistema della finanza pubblica e degli enti locali.

E’ bene che tutti ricordino sempre come Milano sia ancora oggi la città italiana con le maggiori fasce di esenzione per i redditi medio bassi sull’Irpef, come l’IMU sulla prima casa non abbia subito alcuna maggiorazione rispetto all’aliquota base voluta dal Governo Monti e come le forme di redistribuzione che abbiamo individuato attraverso la Fondazione Welfare, le politiche di incentivo al lavoro, di sostegno alle famiglie bisognose, siano fra le più avanzate in Italia.  

1)    Siamo riusciti a incrementare l’offerta sul fronte degli asili e delle scuole pubbliche, ad assumere, stabilizzando lavoratrici precarie per lo più, circa 200 educatrici, abbiamo messo ordine nella gestione dei centri estivi e delle nostre case vacanza.


2)    Stiamo procedendo con serietà nel riordino delle locazioni commerciali in Galleria, abbiamo messo ordine nell’eredità disastrosa del Piano Parcheggi che aveva causato una quantità enorme di conflitti in città e tra i cittadini. Siamo riusciti a tutelare quei cittadini che avevano acquistato i box ma si vedevano vessati per i ricarichi eccessivi dei prezzi.


3)    Abbiamo approvato un nuovo PGT dando nuova certezza agli operatori immobiliari e maggiori tutele al verde cittadino e alle classi deboli che vedranno un maggiore sviluppo di nuove costruzioni a prezzi accessibili. Presto affronteremo il nuovo regolamento edilizio, che rappresenta l’ultimo tassello di questo importante lavoro di programmazione del futuro della città.
 

4)    E’ stata ridotta la congestione e migliorata la vivibilità con Area C, con le zone a traffico limitato davanti alle scuole, con le domenicAspasso che hanno consentito a tutti di riconquistare lo spazio pubblico, di migliorare la vita della città, di conoscere più a fondo la nostra Milano.

 

5)    Presto apriremo le prime 7 fermate della linea 5 della metropolitana, anche grazie al lavoro di chi ci ha preceduti nell’amministrazione della città.

 

6)    Abbiamo gestito con attenzione e scrupolo ogni situazione difficile, dal grande freddo dello scorso inverno alle nevicate, dalla visita del Papa che ha visto ogni energia mobilitata nell’accoglienza del Pontefice alla Conferenza Governativa sulla cooperazione internazionale.

 

7)    Il Consiglio Comunale, al di là delle differenze e con uno spirito unitario, ci ha aiutati a ridurre lo spread dei diritti, con la nuova regolamentazione delle unioni civili, e quello della trasparenza, con il nuovo regolamento sulle nomine nelle società partecipate.

 

8)    Dal Consiglio sono anche venute innovazioni importanti, come la Commissione Antimafia e l’istituzione del Garante dei Detenuti.

 

9)    Abbiamo introdotto con buoni risultati la raccolta differenziata dell’umido in un quarto della città e nel 2013 scatterà la fase 2 dell’operazione e abbiamo realizzato significativi progressi nelle opere per l’estensione del teleriscaldamento.

 

10)                      Le grandi mostre, le attività diffuse sul territorio per le manifestazioni culturali, dalla Prima della Scala – che abbiamo saputo trasformare in un evento per tutti e in una grande occasione di generosità, mettendo in vendita i biglietti che in passato erano utilizzati solo per ragioni di rappresentanza e utilizzandone il ricavato per chi ha più bisogno – a Bookcity o a Pianocity, sono un esempio della grande vitalità e delle grandi energie che scorrono inesauste a Milano.

 

E poi penso a molte altre questioni, tra cui voglio ricordare il Memoriale della Shoah, inaugurato proprio ieri, con il Comune impegnato in prima fila, adesso e anche nel passato, sia finanziariamente sia operativamente per completare in tempo i lavori  in Via Ferrante Aporti.

In questi 20 mesi abbiamo anche messo in sicurezza la scuola ebraica di Milano, che da un decennio lamentava la mancanza di una soluzione e soffriva una condizione di precarietà e di insicurezza.

 

Potrei anche continuare, ma gli esempi che ho fatto – e sono oggettivi – non mi fanno dimenticare le criticità e i ritardi, per i quali mi scuso direttamente con i cittadini ma, contemporaneamente, mi impegno di risolvere prima della fine del mio mandato di sindaco.

 

Dovremo vigilare perché poi riprenda presto e bene il percorso istituzionale necessario per la definizione delle competenze, dei confini, della natura della Città Metropolitana, sempre più necessaria anche per dare definitivo impulso alla nostra idea di decentramento che riporti alle zone, ai nuovi Municipi, poteri reali e capacità di spesa e di intervento per i problemi dei quartieri e delle periferie alle quali dovremo prestare la massima attenzione.

 

Un capitolo a parte lo merita Expo. Tutti sapete come il nostro arrivo sia stato determinante per sbloccare una situazione che si trascinava a fatica, sia sulla questione delle aree sia sullo slancio da dare ai progetti che affiancheranno in questi due anni  la preparazione della città e poi, nel 2015, dovranno farci trovare preparati ai 6 mesi dell’evento con oltre 20 milioni di visitatori previsti.

Milano ha bisogna di poter realizzare gli investimenti necessari a Expo 2015 senza la tagliola del patto di stabilità e senza mettere a repentaglio l’ordinaria erogazione dei servizi ai propri cittadini. La deroga per Expo ci deve essere.

 

Come sapete si sono dimessi tre assessori, che voglio nuovamente ringraziare per il loro prezioso lavoro e per l’onestà intellettuali di essersi candidati senza “paracadute come hanno fatto, invece, assessori e amministratori di altre città.

A loro, a Maria Grazia Guida, a Bruno Tabacci e a Lucia Castellano, l’augurio, che è anche un auspicio, di ritrovarli al fianco di Milano, in altri ruoli di responsabilità, al servizio della collettività e della nostra città. E rivolgo lo stesso augurio a quanti, anche nei banchi del consiglio comunale, sono candidati alle politiche, alle regionali, in alcuni casi a tutte e due le competizioni.

 

Noi andiamo avanti ad amministrare la città sapendo che in queste settimane ci viene richiesta una maggiore cura e una maggiore attenzione, anche per supplire ad alcuni componenti della Giunta.

Ho deciso di attribuire solo due incarichi nuovi, in attesa di definire meglio il quadro nelle prossime settimane per ripartire con maggiore forza e per rilanciare q    uanto fatto sino a oggi.

Anzi, ho accolto con piacere l’atto di responsabilità di tutti gli assessori che siedono oggi in Giunta e che continuano a svolgere il proprio compito. Infatti ciascuno di loro mi ha comunicato la propria disponibilità a rimettere nelle mani del Sindaco le deleghe ricevute a giugno del 2011.

Si tratta di un passaggio politico e non formale, lo dico subito per evitare equivoci.

Ma si tratta di un gesto importante che conferma la fiducia reciproca, la coesione, lo spirito di squadra e la volontà comune di tracciare un bilancio non retorico dei primi 20 mesi, per definire al meglio assetti e responsabilità che ci condurranno fino a Expo e alla fine del mio mandato.

 

I nuovi incarichi sono due: il primo è quello del Vice Sindaco. Sarà Ada Lucia De Cesaris, attuale assessore all’urbanistica, che assumerà questa responsabilità importante di collaborazione con il Sindaco.

E poi un nuovo ingresso nella squadra. Si tratta della persona che dovrà occuparsi dei nostri concittadini più giovani, e che assumerà anche lui questa importante responsabilità di collaborazione con il Sindaco. Dialogherà con tutti coloro, genitori, insegnanti, bambini, alunni, che frequentano i nostri asili nido, le scuole dell’infanzia, le elementari.

Ho scelto una persona che gode della massima stima da parte dei tanti che fanno parte della comunità educativa e scolastica milanese. Una persona che ha la competenza e l’esperienza che solo tanti anni di lavoro sul campo possono dare e che ha la saggezza che solo il ruolo di educatore – e magari anche un pochino l’età può dare ( questo mi ha permesso di non essere il più anziano della Giunta in assenza di Bruno Tabacci).

E’ una persona che stimo e che stima la città. Si tratta del Professor Francesco Cappelli, insegnante, professore, educatore di tanti, tantissimi – milanesi e lombardi - per tanti anni preside insegnante, preside e negli ultimi anni dell’Istituto Scolastico Casa del Sole, al Parco Trotter.

Una scuola dove oggi convivono 27 lingue e che rappresenta la Milano di ieri e quella di domani, un luogo di integrazione e di educazione, di rispetto e di socialità.

Voglio aggiungere che, ancora una volta, la mia scelta è basata esclusivamente sulla serietà, onestà, competenza e professionalità.

A nessuno dei miei collaboratori ho mai chiesto se fossero o meno iscritti a partiti e – tanto meno – se fossero credenti o non credenti, laici o cattolici, piuttosto che atei, agnostici, buddisti, induisti o di altra fede religiosa.

Al prof. Cappelli il mio benvenuto nella squadra e un augurio di buon lavoro.

 

Insieme a loro ho voluto attribuire ad interim, fino alla decisione che porterò all’attenzione del Consiglio comunale della nuova squadra, le competenze che sono rimaste scoperte:

1)    il Bilancio verrà affidato momentaneamente al Sindaco e me  ne assumo la responsabilità;

2)    i Lavori pubblici al vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Lucia De Cesaris;

3)    i rapporti con il Consiglio comunale all’assessore ai Servizi Sociali, Pierfrancesco Majorino;

4)    i rapporti con le Comunità religiose all’assessore alla Sicurezza e Coesione Sociale, Marco Granelli;

5)    le Politiche sulla Casa all’assessore all’Area metropolitana, Decentramento e Servizi civici Daniela Benelli;

6)    il Demanio all’assessore alle Attività Produttive, Franco D’Alfonso.

7)    l’attuazione del Programma all’assessore alle Politiche del Lavoro Cristina Tajani.

 

A tutti auguro buon lavoro, nella certezza che ce la metteranno tutta e nella speranza che sapremo essere all’altezza dei nostri compiti per non deludere le aspettative del Consiglio comunale e dei milanesi.

 

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