giovedì 18 agosto 2011

"Il Quarto Stato torni a Palazzo Marino"


Decisione del sindaco Pisapia e dell'assessore alla cultura Boeri: l'opera di Pellizza da Volpedo lascerà il Museo del Novecento e ritornerà nella sua sede storica. Ma resterà visitabile dal pubblico. “È un segnale molto importante perché un’opera d’arte così significativa per la storia del nostro Paese deve essere esposta nella casa di tutti i milanesi"
Milano, 17 agosto 2011 - Il Sindaco Giuliano Pisapia e l’assessore alla Cultura Stefano Boeri hanno avuto oggi un incontro su temi generali della cultura. Durante questo incontro hanno espresso la volontà che il quadro “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo torni a Palazzo Marino.

L'opera, simbolo del movimento dei lavoratori, è stata acquistata dal comune di Milano nel 1920 tramite una sottoscrizione pubblica ed esposta al Castello Sforzesco fino a quando il regime fascista la “confinò” nei depositi del Castello. Lì rimase fino alla caduta del fascismo, dopo la Liberazione il Sindaco Antonio Greppi volle che fosse portata nella sede del comune di Milano. Il quadro restò a Palazzo Marino per molti decenni finché fu destinato alla Galleria d’Arte Moderna.

“È un segnale molto importante perché un’opera d’arte così significativa per la storia del nostro Paese deve essere esposta nella casa di tutti i milanesi. Ci impegniamo comunque – sottolinea il Sindaco Pisapia – a fare in modo che “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo possa essere collocato in una sala del Comune aperta ai cittadini e a chi visita la nostra città”.

giovedì 11 agosto 2011

Giuliano Pisapia: Un augurio di buona estate

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Cari milanesi

sono passati appena due mesi da quando mi avete eletto sindaco della nostra città. La ricchezza più grande di questa esperienza, quella che non possiamo permettere che vada dissipata, è stata la vostra straordinaria partecipazione in risposta alla mia volontà di ascolto. Ho assunto con voi l’impegno di trasformare Milano e sono certo che è quello che faremo, insieme, nell’arco dei cinque anni che ci aspettano. Oggi che il compito di governare ci impone scelte difficili eccomi dunque a parlare direttamente con voi e a spiegare le nostre decisioni. Non vi parlo delle tante cose fatte in queste poche settimane, ma affronto un tema delicato come credo sia mio dovere, con chiarezza e trasparenza.


Non sono state decisioni facili. Conoscete le ragioni: il bilancio che abbiamo trovato era un bilancio non veritiero, le entrate più importanti semplici voci astratte (cessione di quote di società importanti come Serravalle e Sea), come se nel vostro bilancio casalingo ci fosse il corrispettivo del servizio buono di piatti, che però dovete ancora vendere. E i primi a riconoscerlo sono stati proprio i revisori dei conti del Comune che avevano anche informato l’ex sindaco della reale situazione del bilancio comunale. La Moratti aveva annunciato 48 milioni di attivo mentre c’era un disavanzo di 186 milioni di euro A questo si è aggiunta la manovra del Governo, che, per superare le difficoltà dello Stato ha spostato nuovi oneri sui Comuni. Al Comune di Milano questa manovra costerà 100 milioni di euro. Ma la cosa più difficile sono i vincoli che siamo costretti a rispettare per quello che si chiama Patto di stabilità: se i conti non sono a posto, calano i trasferimenti. E ciò vorrebbe dire per il 2012 altri 90 milioni in meno, oltre all’obbligo di eliminare spese correnti per 353 milioni.


Sono cifre impressionanti. Ma dietro quei numeri che possono sembrare astratti si nascondono cose molto concrete: il posto all’asilo nido, il bonus per i bambini, la ristrutturazione della case popolari che oggi sono sfitte e che vogliamo mettere sul mercato, i pasti a domicilio per gli anziani, i contributi attraverso il Fondo anticrisi alle persone in difficoltà. Se non risanassimo, non potremmo nemmeno pagare i fornitori del Comune; dovremmo cancellare lo sportello imprese; non saremmo in grado di sostituire i 42 «ghisa» che a settembre andranno in pensione; saremmo costretti a tagliare il 10 per cento delle corse dei mezzi dell’Atm.


Non avevamo molte strade. Non è affatto vero, come qualcuno ha affermato, che avremmo potuto tassare i grandi patrimoni; «castigare» i Suv; far pagare di più chi ha un reddito più alto o intervenire sulle transazioni finanziarie. Il Comune non ha questo potere. Sono le leggi dello Stato a stabilire che cosa si può fare. Introdurre l’addizionale Irpef era l’unica cosa che la legge ci consentiva di fare. L’aliquota dello 0,2%, quella che abbiamo introdotto, è la più bassa tra quelle di tutte le grandi città italiane: a Roma è dello 0,9; a Torino 0,7; a Bergamo 0,6; a Bologna 0,5. Mentre la nostra soglia di esenzione è la più alta del nostro Paese: oltre il 70% dei milanesi non pagherà nulla.

Sul rincaro dei biglietti - che ci è imposto per legge – siamo stati costretti ad alzare il prezzo del biglietto ordinario a 1,50 euro per evitare ogni aumento degli abbonamenti annuali e mensili, così che chi utilizza regolarmente i mezzi pubblici non dovrà pagare nulla in più rispetto ad oggi. Potrà viaggiare gratis chi supera i 65 anni e ha un reddito basso; l’abbonamento studenti è stato esteso a tutti i ragazzi sotto i 26 anni, comprendendo quindi anche i giovani lavoratori, e saranno anche introdotte misure a favore di cassintegrati e disoccupati.


Non c’era alternativa e la sofferenza per dover percorrere questa strada mi porta ad impegnarmi ancora di più in quello che era già il mio intendimento: una seria e severa lotta all’evasione. Quello che chi ci ha preceduto, nei suoi 18 anni di governo, non ha fatto e oggi noi non siamo disponibili ad accettare lezioni da chi ha impoverito la città e imbrogliato i milanesi. Abbiamo assistito a un surreale ribaltamento della realtà: abbiamo sentito difendere le categorie deboli da chi ha sempre fatto gli interessi dei forti; da chi ha cercato di trasformare una grande capitale morale in una piccola capitale ministeriale.


Cari milanesi, avevamo solo due strade: chiudere gli occhi, mantenere il deficit e ipotecare il futuro oppure chiedervi sacrifici, risanare il bilancio e investire risorse per costruirlo, il futuro. Sto chiedendo a tutti voi di fare la vostra parte per dare a Milano il futuro che vogliamo. Tutta l’Italia guarda a Milano. Non possiamo condannare Milano, non possiamo deludere l’Italia.

lunedì 4 luglio 2011

Un Segretario generale "rosa" nel Comune di Milano

Giuliano Pisapia ha scelto Ileana Musicò come nuovo Segretario Comunale

Si chiama Ileana Musicò (foto)la nuova Segretaria Generale del Comune di Milano ed è stata nominata lo scorso 1 Luglio dal neo Sindaco Giuliano Pisapia.

E, infatti, come prima dichiarazione ufficiale, la dottoressa Musicò ha affermato: "Ringrazio il Sindaco Pisapia che, con questa nomina, testimonia ancora una volta la volontà di valorizzare le competenze delle donne al servizio della città".

Il Segretario Comunale (o generale nei comuni più grandi, come Milano) è un funzionario del Ministero dell'Interno che ha il compito di verificare la regolarità di ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta ed al Consiglio. Dovrebbe, in sostanza, essere un organismo monocratico super partes che controlla non il merito ma la forma delle decisioni del Sindaco e dei suoi collaboratori.

Infatti, fino al 1997, al fine di garantire la sua imparzialità, era il Ministero dell'Interno a nominare il Segretario Comunale; ma la legge 127 del 15 Maggio 1997 riconobbe ai Sindaci (e ai Presidenti delle Province) la possibilità di scegliere il "proprio" Segretario Comunale da un albo appositamente istituito.

Oggi, quindi, gli amministratori locali hanno la possibilità di nominare chi è più "vicino" alla propria visione, ritrovando maggior coesione, ed efficienza, della macchina comunale, anche se in questo modo, il Segretario Comunale ha smesso di essere un funzionario super partes diventando, piuttosto, un membro di una eventuale cordata.

Ileana Musicò è nata a Torino ed è laureata in Giurisprudenza, è stata Segretario Comunale a Monza (dal 2003 a oggi) e, in precedenza, ha ricoperto la stessa carica per diversi Comuni dell'hinterland, tra cui Saronno e Rozzano.

"Sono particolarmente onorata" - ha concluso la dottoressa Musicò - "di poter lavorare per Milano e i milanesi, e, nei prossimi anni, mi impegnerò per rendere più veloce ed efficiente l'azione amministrativa nell'interesse dei cittadini, interpretando uno degli obiettivi principali del programma del Sindaco".

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